La lezione di Daniele Aristarco

Nell’atmosfera preziosa della Sala delle Feste della Biblioteca di Tarquinia, Daniele Aristarco accompagnato da Giufà Galati, ha incantato ieri sera il pubblico, numeroso, accorso al reading “Avanti viaggiatori, storie di disobbedienza”. Lo spettacolo, musica e letture dal vivo, si snoda attraverso le storie scritte da Aristarco, è una performance in continua evoluzione, sospesa tra teatro, poesia e musica.  

La lezione di Aristarco si fonda su una parola grande: futuro. Una parola che, dice l’autore, sembra quasi essere scomparsa dal nostro colloquiare, ma che va ritrovata e riportata al centro della nostra riflessione e dei nostri progetti. Il futuro tutto nuovo di Daniele si avvera quando si raccontano le storie degli eroi, senza retorica; quando si ragiona, dialetticamente, sulle questioni urgenti dell’attualità, investigando la storia.

Accade, quando si abbatte il muro tra scuola e realtà, tra attualità e manuale scolastico, accade soprattutto, quando si utilizza quel meraviglioso strumento che è il libro, invenzione fantastica, oggetto a basso costo, che aumenta il suo valore con l’uso, che nasconde anche nei suoi spazi bianchi, preziosissimi secondo Daniele, ricordi, impronte e pensieri. 

Perché la passioni ci scelgono, sono senza scopo e senza soluzione e Daniele Aristarco ha una passione grande, la scrittura, e un’altra ancora più forte, che lo porta da qualche anno a vivere in treno e a viaggiare lungo tutto il paese, isole comprese, ed è l’ascolto.  

 

Ascolta le lezioni dei ragazzi, lascia che la sua curiosità si nutra delle loro storie, delle loro domande e con loro si interroga, sperando ogni volta di poter fornire non certo risposte, quanto piuttosto qualche riflessione scritta sulle pagine di un libro, che sia, come dice Gilles Deleuze in “Pourparler” “un oggetto completamente accessibile, una cassetta degli attrezzi formidabilmente aperta, purché se ne abbia bisogno o se ne abbia voglia in quel momento”.  

 

Ed è questa a nostro parere la lezione di Daniele Aristarco, la sua scelta di rimanere nell’ombra e prestare la sua penna e la sua voce ai bambini e ai ragazzi, di costruire per loro un paesaggio fatto di storie dove possono scoprire un po’ di se stessi e del mondo. 

 

Per il Festival PAGINEaCOLORI un grandissimo onore avere come ospiti Daniele Aristarco e Giufà Galati, una serata ricca di suggestioni, dove musica poesia e teatro hanno percorso tanti incroci possibili tra i loro linguaggi, fondamentali per tutti noi. 

Grazie mille e a presto

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