Daniele Aristarco: “I libri sono il mio strumento per accorciare le distanze con le persone”

“I libri sono il mio strumento per accorciare le distanze con le persone”. Parole di Daniele Aristarco, alla sua prima volta al festival “Pagine a colori”. Lo scrittore, il 18 febbraio, ha incontrato di mattina, al cinema Etrusco di Tarquinia, gli studenti delle medie dell’Ic “Ettore Sacconi” e delle prime superiori dell’Iiss “Vincenzo Cardarelli”. “Gli incontri con gli studenti sono un bagno di futuro – afferma Aristarco -. Nel mio lavoro cerco di studiare e approfondire gli argomenti e confrontarmi con chi ne sa più di me. Quando mi trovo a ragionare con i ragazzi e tento di restituire loro il mio lavoro, mi arrivano suggestioni, immagini ed espressioni che mi lasciano intravedere quale sarà probabilmente loro futuro”. Gli studenti tarquiniesi sono rimasti affascinati dall’autore. Tante sono state le domande che i ragazzi gli hanno rivolto. Da come nasce la passione per la scrittura ai temi centrali dei suoi libri, fino all’esperienza dell’insegnamento. Con un sottile filo rosso a legare tutte le risposte di Aristarco. Tentare di raccontare la storia e quello che accade nel mondo: dal fascismo al fenomeno dell’immigrazione, dalla Brexit all’Europa e al rispetto dei diritti umani. “I ragazzi sono tutti diversi – aggiunge lo scrittore – ma tra loro trovo una sostanziale somiglianza. I sogni e le angosce sono le stesse. Un fattore che li rivela molto è l’uso dei social media. Nel bene e nel male. Danno la possibilità di scambiarsi informazioni ma anche paure immotivate o forme di nuovo bullismo. I giovani sono una sorta di repubblica con le loro regole e il loro linguaggio”.

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