Incontro con Davide Reviati

Per gli “incontri con gli autori” dedicati al biennio superiore PAGINEaCOLORI ha l’onore di ospitare Davide Reviati, con “Morti di Sonno”. Per la prima volta PAGINEaCOLORI porta nelle scuole superiori la Graphic Novel, un genere letterario contemporaneo ricco di spunti di riflessione.

Davide incontrerà i ragazzi del Biennio Superiore degli Indirizzi Classico, Scientifico, Geometra e Turistico dell’IIS Cardarelli Martedi 8 marzo 2016.

 

Davide Reviati è un autore e fumettista italiano, si è dedicato alla pittura, all’illustrazione per l’editoria e al fumetto.

Ha collaborato con Il Mucchio Selvaggio, Lo Straniero, La Nuova Ecologia, Blue e suoi disegni sono apparsi su il manifesto, La Stampa, L’Unità.

È autore del romanzo a fumetti Morti di sonno, uscito per Coconino Press nel 2009. Il libro è stato tradotto in vari paesi, tra cui Francia, Spagna e Corea, e ha ottenuto il Premio Attilio Micheluzzi 2010 al Salone Internazionale Napoli Comicon, il premio Romics 2009 al salone di Roma, il Prix Diagonale 2011 a Ottignies Louvain La Neuve, in Belgio e il Prix dBD 2011 a Parigi.morti-di-sonno-cover-3-ediz1.jpg

 

Nella storia del graphic novel italiano contemporaneo, Morti di sonno di Davide Reviati è, semplicemente, uno degli esempi più compiuti. E uno dei più emozionanti, al contempo lieve e disperato, tragico e sognante. Da un lato perché si tratta di un autentico romanzo di formazione, in questo caso corale, con il suo carico di grandi speranze e illusioni perdute; dall’altro, perché la sua narrazione è anche immaginazione visiva, mediata dal linguaggio del fumetto, di una serie di luoghi, corpi, azioni, atmosfere, sentimenti.

Morti di sonno racconta i dolori della crescita di un gruppo di amici e in particolare di un ragazzino – Rino, detto Koper – tra interminabili partite di calcio, la vita in un quartiere operaio e l’ombra (tossica) del complesso petrolchimico Anic, fondato nel ’58 su impulso di Enrico Mattei. Il ricordo semi-autobiografico che prende forma , in una sorta di “estate lunga dieci anni” di fine anni Settanta, è quello non solo di una provincia industriale spesso dimenticata – qui, quella di Ravenna – come spazio di emarginazione sociale, ma di un’intera generazione. Una comunità di famiglie segnate da vuoti fisici e simbolici, come gli ampi spazi aperti della pianura e dei campi intorno al Villaggio Anic, la scarsità di alternative alle lunghe sfide a pallone, o l’assenza di informazioni sulle conseguenze nocive dell’esposizione ai gas del petrolchimico.

La ricostruzione di Reviati, eppure, più che giornalistica, è emotiva. E come si confà ai migliori fumettisti, è nel disegno che trova la sua espressione più compiuta. Da un lato perché le sue immagini rispecchiano il vuoto simbolico del Villaggio Anic attraverso vignette e tavole spesso scariche, prive di dettagli troppo definiti. Le pagine di Reviati sono composizioni schizzate, che danno la sensazione di essere rimaste, talvolta, allo stadio di bozzetti (fino a ridursi letteralmente al solo layout, come nella splendida sequenza di ritratti all’inizio, o in una scena funebre verso il finale).

Come ha raccontato l’autore, il lungo processo di realizzazione di Morti di sonno non ha seguito un procedimento lineare. Il graphic novel ha preso forma da appunti disarticolati, sparsi per vari quaderni senza sceneggiatura prestabilita. Nella fase di produzione, alcuni capitoli sono stati anticipati o spostati; alcune tavole stese per una sequenza sono finite in altre; alcune vignette sono state collocate prima in un punto, poi in un altro. La memoria non è mai un mero dato, bensì è un costante lavoro: un percorso di ricerca che scava, modifica, crea. Ricordare è farsi trascinare in una spirale, che i segni sulla carta di Reviati trasferiscono graficamente, abbandonandovisi. Solo così, nel momento culminante, Rino – in realtà, il Reviati ‘ricordante’ di oggi – potrà capire ed accettare la traumatica e paradossale profondità degli eventi: “così può succedere che un’estate lunga dieci anni finisca in mezzo minuto. E non c’è niente di strano. Niente di sbagliato.”

(Prefazione a Morti di sonno, Rizzoli-Corriere della Sera, 2013)

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